paesi appennino romagnolo

30 Dic paesi appennino romagnolo

Per evitare di perdere questo prezioso patrimonio sarebbe necessaria una serie di interventi mirati ad incentivare ristrutturazioni rispettose del passato rendendole convenienti rispetto a ristrutturazioni in stile "cittadino", il tutto attraverso fondi ed incentivi economici. Il villaggio era composto da una quindicina di edifici che presentano già alcune caratteristiche "moderne" come intonaci sui muri esterni e tegole marsigliesi, le case sono quasi tutte a due piani e i muri in comune sono meno frequenti che altrove, concentrati quasi esclusivamente nel gruppo di case disposto al centro del nucleo, probabilmente costituito da edifici più antichi rispetto a quelli sorti nelle posizioni più marginali. Come abbiamo brevemente analizzato è nel secondo dopoguerra che presero avvio rapidi processi di cambiamento quali l'evoluzione socio-economica italiana, la crisi agricola e lo spopolamento montano; tutti fattori che hanno interagito e si sono autoalimentati innescando un ciclo retroattivo che in meno di un secolo, associato a politiche di tutela dell'economia agricola inesistenti o totalmente sbagliate, ha bruscamente svuotato le valli del monte Antola. Nonostante l'aspetto aspro e la natura avara, le testimonianze della presenza umana in questa valle risalgono al 4000 a.C. [A. Lavaggi, L'entroterra della provincia di Genova, p. 102], i frequenti toponimi di origine ligure testimoniano la presenza di veri e propri insediamenti già in epoca pre-romana. Seguirà ora una descrizione delle modalità con cui alcune persone hanno reso possibile un parziale recupero di villaggi altrimenti destinati a scomparire Questi ritorni, frutto d'iniziative spontanee, hanno riportato aziende agricole, osterie e gente, rappresentando delle boccate d'ossigeno per la montagna genovese. Dal punto di vista strutturale ed architettonico questi piccoli insediamenti erano caratterizzati da una forte elementarità, costituiti nella maggioranza dei casi prevalentemente da case di pendio, costruite con pietre rozzamente squadrate e con l'uso frequente di muri in comune. Magnificamente esposto a Sud, Tonno si trova su uno sperone che scende dal monte Buio, quasi alla testata della val Brevenna, a 918 m. Sorto lungo un importante percorso di crinale che si diparte dal monte Antola, il nucleo ha sicuramente origini antichissime, anteriori alla conquista romana come attesta il suo nome che, nell'antica lingua dei liguri, significava "villaggio" [Mazzilli, cit., p. 53], probabilmente per la sua posizione sicura, lungo la direttrice che conduce all'Antola, potrebbe aver costituito un primitivo rifugio per le antiche popolazioni, anche se nell'aspetto attuale si riconosce esclusivamente una vocazione agricola dell'insediamento. Le politiche di rilancio turistico e posizionamento sul mercato delle valli dell'Antola e dei suoi antichi villaggi rurali deve essere accompagnato da un marketing turistico attento e consapevole dei punti di forza e debolezza, cercando di sfruttare al meglio i primi e porre rimedio ai secondi. Aia Vecchia, situato a 777 metri, è un piccolo borgo composto da una decina di edifici. La dorsale appenninica che interessa la Toscana ha inizio dal Passo della Cisa, situata a 1045 m, tra le province di Parma e Massa Carrara, e termina a Bocca Trabaria (m 1049), situata al confine tra Toscana, Marche e Umbria (province di Arezzo, Perugina e Pesaro-Urbino). Considerata la collocazione e la vocazione esclusivamente agricola ha risentito fortemente del fenomeno dello spopolamento tanto che nel 1908 al momento della creazione dell'omonimo comune, contava più di 2000 [M. Ratto - A. Schiavi, Vobbia, p. 33] abitanti contro i meno di 500 al censimento del 2001, è così che oggi sono diversi i villaggi, anche di vaste dimensioni e importanza passata, come Costa Clavarezza e Piani che, anche a causa dei difficili collegamenti alla viabilità principale, sono abbandonati per buona parte dell'anno o altri che, come Canai e Sensassi, hanno da tempo perduto anche la vocazione di località di villeggiatura estiva e buona parte delle abitazioni stanno rapidamente cadendo in rovina. Numerosi sono i villaggi che oggi versano ormai in uno stato d'abbandono che rischia di divenire irreversibile, se si vuole che si torni a vivere nei villaggi abbandonati, dall'alto dovranno essere prese decisioni che incentivino i ritorni recuperando e salvando parte di ciò che il passato ci ha tramandato. Di fronte all'ingresso della torre sorge la "fontana del Mascherone", un tempo alimentata da un piccolo acquedotto in pietra ancora visibile nel suo ultimo tratto, sopra l'arco che sovrasta il sentiero che conduce all'oratorio e al cimitero. Un abbandono che da un lato si presenta in tutta la sua drammaticità cancellando gradualmente secoli di lavoro e sacrifici, dall'altro ha permesso ai borghi dimenticati di conservare intatta l'antica fisionomia proteggendoli quasi sempre da speculazioni ed infelici trovate architettonicoedilizie. In val Pentemina s'incontrano diverse frazioni abbandonate in seguito al declino delle attività agricole e di allevamento, in un bosco, un tempo terrazze coltivate, sulle pendici del Liprando, a meno di quindici minuti di cammino da Case Vecchie, s'incontra il piccolo nucleo di case di Cógnole riportato alla vita quasi vent'anni fa da Andrea S. che vi trascorre l'intera estate con la famiglia e dove si reca quasi tutti i giorni dell'anno per lavorare e controllare i suoi capi di bestiame. Grazioso gioiello ai piedi dell'Appennino Romagnolo, il comune riminese è punteggiato di chiese e monasteri di valore tra cui la Collegiata di Sant'Agata. La torre probabilmente non ebbe mai funzione militare ma più verosimilmente ebbe una valenza celebrativa, in quanto Senarega non svolse mai un ruolo difensivo bensì fu a lungo un centro con funzioni fiscali e amministrative sui territori della valle [Mazzilli, cit., p. 55]. Brisighella è un borgo del duecento e rappresenta la roccaforte più importante della Valle del Lamone.Si trova sull’Appennino Tosco-Emiliano, nel Parco Regionale della Vena del Gesso e fa parte della Comunità montana Appennino Faentino; conta 106 cavità naturali, oltre a 130 km di sentieri per escursioni. La cultura locale, nonostante povertà ed isolamento, seppe comunque dar origine a forme d'arte povera ed ingegneria particolarmente interessanti e raffinate, in particolare nell' edilizia, con cisterne interne alle case, stupendi forni e magnifici interni affrescati ed intonacati d'azzurro, ancora riconoscibili tra i ruderi di Casone e Reneusi o nelle case di Ferrazza. Appennino Romagnolo, risorsa ambientale e turistica da scoprire. L'Appennino settentrionale è una suddivisione della catena montuosa degli Appennini che si estende in Italia settentrionale e in Toscana.Si suddivide nelle sezioni dell'Appennino ligure e dell'Appennino tosco-emiliano; secondo alcune fonti, quest'ultimo comprende l'Appennino tosco-romagnolo.Il suo limite settentrionale è il Colle di Cadibona, dove si unisce con la catena alpina. La val Vobbia è una valle aspra con andamento longitudinale E-O caratterizzata dalle profonde e spettacolari gole scavate nei conglomerati dell'Antola. Al termine della seconda guerra mondiale il contesto socio-economico subì cambiamenti sino ad allora estranei al nostro Paese, le ripercussioni del grande boom economico ed industriale si fecero sentire anche nelle remote frazioni di montagna, i giovani iniziarono ad abbandonare i vecchi villaggi in favore dei centri industriali che sorsero in bassa valle Scrivia e nelle grandi metropoli Milano e Genova e la popolazione un tempo diffusa in maniera uniforme tra montagne e fondovalle nell'intero comprensorio [Mazzilli, cit., p. 22] (alla fine dell'800 comuni dalle caratteristiche assai dissimili come Busalla e Valbrevenna avevano una popolazione equiparabile al censimento del 1881: rispettivamente 3484 e 3173), alla fine degli anni '60 si presentava già una situazione di forte disparità con un intenso affollamento dei centri di fondovalle. Vallecalde si incontra lungo la strada che dal fondovalle sale verso Case Vecchie, situato a 663 metri, si arrampica su di un ripido pendio con esposizione Est. Fascióu sorge invece poco più su, a 805 metri, raggiunto da una breve strada sterrata, fu definitivamente abbandonato a metà degli anni '80 e buona parte degli edifici sono ormai in completo abbandono e solo da qualche anno alcune abitazioni in prossimità della strada sono state restaurate ed utilizzate per la realizzazione di un agriturismo per il quale è stata costruita anche una nuova stalla per il bestiame. Presidenti delle province e Sindaci metropolitani dell'Emilia-Romagna con foto ed amministrazione di provenienza. Nel caso in cui decideste di visitare l'appennino emiliano, in questa lista, vi elencherò le 5 cose da non perdere durante la vostra permanenza. Che sia una gita in famiglia o con gli amici, i luoghi da esplorare sono tanti, perciò abbiamo selezionato cinque posti perfetti per trascorrere una giornata in totale relax e spensieratezza.. Vediamo, quindi, alcune idee per le gite fuori porta in Emilia. Il portico, oltre ad una funzione pratica di riparo, assunse un significato tradizionale e simbolico, come dimostrato dalla cura con cui veniva conservato e qualora fosse andato distrutto, ricomposto nelle sue strutture elementari [T. O. Bisogna riuscire a sfruttare le enormi risorse culturali di cui è portatore il territorio, sfruttandone le peculiarità e le tradizioni portando ad una riscoperta degli antichi villaggi e comunità abbandonati. Piancassina sorge a 1036 metri sulle pendici che dall'Antola scendono verso il monte Duso con un ottima esposizione verso Sud e Sud-Est ed è uno dei paesi più alti della val Brevenna. Fu organizzato un campo internazionale per giovani volontari, si ipotizzò di portar su le scolaresche, di risistemare l'essiccatoio per le castagne, di coltivare intensamente le patate Quarantine, di realizzare un allevamento delle mucche di razza Cabannina. La particolare collocazione della valle dei Campassi, aspra e selvaggia, che fu solo negli anni '80 in parte collegata da strada asfaltata, ha determinato condizioni di difficoltà e di particolare isolamento dando forma ad una realtà a parte, completamente autosufficiente che durò finché l'equilibrio non fu improvvisamente spezzato dalle nuove dinamiche socio-economiche. Interessante può essere analizzare il comportamento demografico dei comuni montani rapportato a quello regionale, ad alcuni comuni di fondovalle e della costa del levante. La valle è oggi quindi abitata e mantenuta in buone condizioni solo nei pressi di Montoggio e alla sua testata nelle frazioni di Pezza e Pentema dove i collegamenti stradali sono più favorevoli ad uno sviluppo residenziale e turistico. Agli importanti interventi di carattere economico e commerciale si può accostare uno sviluppo di innovazioni tecnologiche che, considerate le difficili condizioni ambientali in cui sono immersi questi villaggi, sono imprescindibili ai fini di una rinascita socio-economica, offrendo possibilità ed applicazioni particolarmente interessanti. Puntare quindi su agriturismo ed aziende agricole che sappiano allo stesso tempo rianimare la cultura rurale e fornire un'attrattiva turistica sfruttando anche le peculiarità gastronomiche, che costituiscono sempre più un movente per soggiorni turistici; creare pacchetti di vacanze a tema con corsi ed attività incentrate alla riscoperta delle vecchie abitudini e attività rurali (corsi per imparare a riconoscere le piante, orientarsi, lavorare la terra, andare a dorso di mulo, riscoprire la cucina povera e l'artigianato locali e così via); puntare sugli sport, mountain bike ed escursionismo in tutte le stagioni, potenziando la rete di sentieri e percorsi, sfruttando e recuperando le antiche mulattiere che si irraggiano dal monte Antola unendo tutti i villaggi delle valli circostanti, sfruttare i numerosi edifici in stato di abbandono, riattandoli e rendendoli utilizzabili come rifugi e bivacchi e renderli parte di un percorso impostato alla conoscenza dell'antica cultura contadina; valorizzare le ricchezze naturali estendendo i confini del Parco dell' Antola anche sul versante alessandrino. Erano infatti costruiti a pianta rettangolare, con le consuete strutture portanti in legno e coperture in paglia [Valle Trebbia, Genova e le valli Bisagno e Polcevera, a cura di A. M. Parodi, Genova, p. 27], la parte posteriore, però, veniva tradizionalmente costruita con forma absidata, mentre sulla parete piana della parte anteriore il tetto veniva costruito proteso in avanti, per formare un portico a forma di falda ricurva a protezione dell'ingresso [Meriana, Alta val Trebbia, cit., p. 26-28]. 900 m.slm),porta di accesso per il Casentino, e riserva naturale inserita all’interno del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Oggi, nonostante una serie di sfortunate circostanze che ha coinvolto il gruppo di professori, uno di loro Marco Veirana continua a salire periodicamente a Ferrazza mantenendo con impegno l'abitato in vita, riparando ciò che la natura rovina. Nel corso del '900 si è verificato il rapido evolversi di complesse dinamiche sociali, economiche e culturali tra di loro concatenate che ha determinato nell'arco di meno di un secolo il crollo del secolare sistema rurale delle valli dell'Antola, portando in molti casi a un totale abbandono degli antichi insediamenti delle alte valli e delle originarie attività agricole che, solo in alcuni casi, sono state parzialmente sostituite da attività di carattere turistico e residenziale. Grazie alla sua attività agricola è riuscito a vincere un premio da 19 milioni di lire. Abbandonato nel 1961, a seguito dell'omicidio della sua ultima abitante, è stato recuperato dal 1977 da un gruppo di amici genovesi. La condizione attuale di Reneusi ed il contrasto, che si percepisce in tutta la sua forza, con la Reneusi che fu, hanno un fascino fortissimo, per questo vale la pena di visitare questa frazione abbandonata che forse meglio di qualunque altra lascia percepire cosa fu la vita in queste valli e cosa hanno comportato politiche ed economie spietate. L’itinerario in moto lungo il Passo del Giogo si dirama lungo un percorso di 121 chilometri, da percorrere in circa 3 ore, pause varie escluse. L'esperienza dei professori a Ferrazza dimostra che con la passione si può andare contro la tendenza dell'abbandono. Dai due nuclei si dipartivano a raggiera le vecchie mulattiere che collegavano il paese ai casoni, a Lavazzuoli, al monte Antola ed ai paesi di Chiappa, Senarega o ancora alla costa dei Colletti da cui si poteva scendere verso Torriglia [Meriana, Valbrevenna, cit., p. 32-33]. Forme di questo tipo d'insediamenti sono ancora oggi facilmente riconoscibili a quote superiori i 1000–1200 metri in tutta la regione dell'Antola, alcuni casoni ancora in buone condizioni e parzialmente utilizzati si incontrano lungo la strada che da Chiappa, in val Brevenna, porta alla cima dell'Antola (i casoni di Giuan e Lomà), nonché tra val Brevenna e Trebbia (casoni dei Bianchi) [Giovanni Meriana, Valbrevenna: le meraviglie della valle nascosta, Recco 2007, p. 63-64]. L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo. Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri. I villaggi della media valle invece, raggiunti solo da rotabile a fondo naturale, sono ormai abbandonati e il tempo e la natura si stanno riprendendo le pietre su cui sono stati eretti Vallecalde, Poggio, Case Vecchie, Cognole (oggi tenuta in vita da un agricoltore di Montoggio), Costapianella, Serre di Pentema, Tinello, Riola e Tecosa. È necessario che si punti ad ottenere una maggiore visibilità attraverso un marketing a bassi costi e che presenti il territorio in maniera unitaria, quindi giocando le proprie carte sfruttando le opportunità che offre il web, apparire in articoli su giornali e riviste che si rivolgono prevalentemente ad un target sensibile al turismo escursionistico, storico ed enogastronomico, lo stesso vale per la partecipazione a fiere e borse di settore, che se male organizzate finirebbero per costituire un inutile dispendio di energie e fondi. Nonostante preziosissime ricchezze ed una storia prestigiosa, il villaggio non è stato risparmiato dal fenomeno dell'abbandono, la popolazione residente è infatti scesa dai 30 abitanti del '51, ai 17 abitanti del '71 sino agli 8 residenti censiti nel 2001, di cui oggi, alla luce di sopralluoghi, nessuno vive più stabilmente in inverno. Le istanze approvate e finanziate sono state più di 150, privilegiando le istanze di chi si è impegnato a mantenere un'attività agricola o di presidio sui fondi rustici annessi agli edifici [Il paesaggio tra sciouscia & sciorbi: materiali per capire e governare il territorio, Regione Liguria, Genova 2008, p. 60-61]. Crosi è un villaggio della val Brevenna che sorge a 878 metri d'altitudine, sotto al monte Liprando, l'ultima abitante di crosi lasciò il paese nell'89 che rimase completamente abbandonato per dieci anni, sino a quando nel febbraio '99 Emanuele C., appena ventenne vi arrivò con una sola vitellina e due caprette. Statistiche demografiche di Bologna con elaborazioni grafiche su dati Istat. Veri e propri musei all'aperto dell'architettura e della cultura rurale, come i paesi di Costaclavarezza, Tonno, Senàrega, Aia Vecchia, Carsegli, Serre e Varni, solo per citare alcuni dei più significativi sparsi tra le valli dell'Antola, rischiano di sprofondare nell'abbandono portandosi dietro un inestimabile corollario di risorse culturali e testimonianze di un passato a noi vicino ma, per crudeltà delle circostanze, sempre più lontano. estratto e adattato da: Comunità e villaggi abbandonati nelle valli del monte Antola: cultura, storia e prospettive, tesi di laurea all'Università di Genova, corso in Scienze geografiche applicate territorio, ambiente, turismo, referente Massimo Quaini, coreferente Mauro Spotorno, anno accademico 2007-2008, I paesi abbandonati = (Dove comincia l'Appennino) La val Pentemina è una delle valli più selvagge dell'entroterra di Genova, divisa tra i comuni di Montoggio e Torriglia, ha risentito pesantemente dello spopolamento montano che in questa valle ha assunto risvolti particolarmente drammatici, i collegamenti sono difficili, infatti buona parte della strada che percorre il fondovalle è sterrata, costantemente vessata da frane e smottamenti ed alcuni paesi non sono neppure raggiunti dall'illuminazione pubblica, quanto basta per mettere in fuga abitanti e tener lontani villeggianti. I protagonisti sono loro, i borghi, con la loro storia antica di contese, di relazioni, di vittorie e di sconfitte. La vita a Crosi non è, però, semplice e nonostante il premio istituito lamenta un'eccessiva indifferenza da parte degli enti pubblici, nel 2000, fu contattato da un assessore, la provincia di Genova voleva cominciare a recuperare i paesi abbandonati dell'Appennino partendo da Crosi. Dopo il grande esodo del '900 quindi è impossibile che la vita rurale torni a scorrere come una volta, senza portare i segni dei cambiamenti portati dal tempo e dai pesanti traumi subiti, se la gente deciderà di rimanere e tornare su questi monti è difficile pensare che sarà per tornare a lavorare la terra, affinché ci sia salvezza per i villaggi e le comunità abbandonate della montagna ligurepiemontese bisogna perciò scommettere sull'innovazione, puntare sul turismo e conseguentemente su un'adeguata formazione dei giovani e su una mirata istituzione di parchi, purché siano in grado di valorizzare le popolazioni rurali della montagna, magari seguendo la scia e l'esempio di progetti affini che hanno ottenuto ottimi risultati oltralpe. La val Pentemina si presenta quindi, anche a prima vista, come la valle del versante mediterraneo dell'Antola dove l'abbandono è stato più massiccio e diffuso. Collina, montagna, di nuovo collina e pianura. Camminando per le strette vie del paese si percepisce immediatamente che la posizione in cui sorge non è delle più favorevoli, il pendio è molto ripido e l' esposizione ad est hanno probabilmente giocato, assieme ad una difficile viabilità, un ruolo importante nel determinare l' abbandono del villaggio e delle sue attività agricole, e da ciò che si può constatare visitandolo, solo parzialmente compensato dall'afflusso di villeggianti nella stagione estiva. Da allora si è stabilito definitivamente nel vecchio villaggio riportandolo lentamente alla vita, restaurando il recuperabile ed iniziando un'attività agricola. Il paese è dominato dalla torre medievale fatta erigere dai Senarega nel XII secolo, affiancata dalla castello edificato nel XV secolo [Lavaggi, cit., p. 103]. (Sopralluogo 28/12/2008), L'abitato di Renèusi era situato in alta val Borbera, a 1075 metri d'altezza, esposto a sud in magnifica posizione panoramica sotto il versante nord del monte Antola. L'edificio era composto da due vani: la sagrestia che un tempo serviva anche da scuola per i bambini di Casone, Ferrazza e Reneusi è ormai crollata in parte, l'ambiente dove si svolgevano le funzioni religiose, invece, è ancora abbastanza conservato, così come l'altare le cui mensole in stucco sono ormai sgretolate dall'umidità, l'abside e i muri interni sono decorati da affreschi che conservano lo stile un po' ingenuo tipico delle valli più isolate, purtroppo rovinati da irrispettose scritte e murales all'interno dell'oratorio e minacciati dalle strutture ormai pericolanti. In alta valle Scrivia e nelle valli laterali la forma più frequente è la casa di pendio, con rustico al piano inferiore e locali abitativi al piano superiore con copertura che era tradizionalmente in ciappe o paglia, sostituite in epoche recenti da tegole marsigliesi [L. Mazzilli, Valle Scrivia, valle Stura e la costa da Prà ai Piani d'Invrea, Genova 1976, p. 23]. A riguardo di quanto detto la Regione Liguria nel 2008 ha varato il nuovo PSR (Piano di Sviluppo Rurale), valido per il quinquennio 2007–2013, utilizzando fondi dell'Unione Europea per incentivare i giovani ad entrare nel sistema agricolo e favorire le aziende agricole presenti sul territorio e lo sviluppo delle aree rurali.

Un Altro Giorno è Finito Frasi, Frasi Tumblr Mare Inglese, Pipe Savinelli Grezze, L'italia Del 12 Dicembre Significato, Disperato Masini Significato, Fidarsi E Bene Non Fidarsi E Meglio Film, Gourmet Gold Mousse Recensioni, Condizionatori Storm Dual, Messaggi Divertenti Whatsapp, Materassi Venduti Su Groupon Recensioni, Avellino Calcio Wikipedia, Maria Secondo Nome Maschile, Tapparelle Pvc Bricoman,