Premio Graziadei 2013

La giuria internazionale, composta da Marco Delogu (fotografo e direttore di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma), Francesco Zanot (critico, associate editor di Fantom e direttore del Master in Photography & Visual Design di Forma in collaborazione con NABA), Guy Tillim (fotografo), Leo Rubinfien (fotografo e saggista) e Francesco Graziadei (avvocato, partner di Graziadei Studio Legale), dopo aver visionato le numerose proposte arrivate, ha selezionato Luca Nostri e Luca Spano come vincitori della seconda edizione del Premio Graziadei.

 

I partecipanti al concorso si sono dovuti confrontare con un tema contemporaneo e d’attualità, l’incertezza economica, sociale ed istituzionale che caratterizza il nostro Paese: la vacatio, interpretata attraverso la fotografia nel suo concetto di sospensione, assenza, instabilità, precarietà. Un tema di forte appeal e di preoccupazione per i giovani, visti i notevoli cambiamenti degli ultimi anni, che ha permesso ai vincitori e ai partecipanti di dare immagine ai propri pensieri e alle proprie preoccupazioni, incertezze e speranze per il futuro.

 

Luca Nostri, con un progetto sull’accumulo di “macerie”, ha interpretato, infatti, la situazione di crisi italiana e di “mancanza” nel paradosso che si crea nella nostra epoca, dove si conservano cose a prima vista inutili che, però, potrebbero sempre servire. Conservare, nella speranza di riutilizzare e trasformare, mantenendo un impegno attivo verso i processi di cambiamento. Dove l’area moderna e produttiva delle aziende multinazionali si incontra e scontra con le ditte di famiglia. Dove lo spulciare tra le macerie diviene fantasia, ricerca di significato e di cambiamento.

 

Luca Spano, attraverso un progetto dal titolo Blood shift si è voluto invece concentrare sull’esplorazione del paesaggio sottomarino della Sardegna, usando il limite imposto dalla scarsa visibilità nelle acque profonde, in questo ambiente indefinito privo di coordinate chiare, come riflessione sul concetto di rappresentazione in fotografia e come rapporto tra singolo e infinito. Sotto la superficie dell’acqua, il soggetto ritratto diventa la percezione dell’infinito, in un incontro tra il pieno e il vuoto. Il vuoto lasciato dall’impossibilità della rappresentazione fotografica di poter ritrarre il suo soggetto, è quindi colmato dall’atto di interpretazione che riempie lo spazio vacante dell’immagine rendendola un oggetto dal significato fluido.

PREMIO GRAZIADEI 2013

 

Vincitori:

Luca Nostri
Luca Spano